Monte Cervati

Cervati_featured_2

Monte Cervati – Salerno
dalla Trasferta del 20/07/2012 organizzata da Alfonso Noschese.

Raggiungibilità e coordinate
il pianoro in cima, ad una quota di 1827 m.
Coordinate 40° 17′ 23,9″ 15°28′ 17,6″

Dall’uscita dell’autostrada di Pontecagnano ci ho messo 2:10, con calma.
In effetti è tutta autostrada fino all’uscita di Padula-Buonabitacolo, poi è superstrada fino a Sanza.
Da Sanza si prende la statale per Rofrano fino al bivio per la strada che porta in montagna - vedi immagine sotto:

Strada da Sanza

Fin qui ci vuole in tutto circa un’ora e un quarto.
Poi ci sono circa 15 km di strada sterrata fino in cima, e salendo con calma ci vuole un’ora.
La strada è sterrata ma larga ed in buone condizioni. La potete osservare tutta in google map con la funzione street-view. E’ molto bella. 

Inizio strada

 

Report
Dopo un paio di anni di tentativi di organizzazione finalmente abbiamo riunito un piccolo gruppo di astrofili “tenaci” e siamo saliti sulla vetta.
Cercavamo il cielo più scuro della Campania, e penso proprio che l’abbiamo trovato.

La miglior lettura SQM-L effettuata è stata proprio di 21,40, quindi non parliamo di un cielo “fantastico”, non siamo al livello dei migliori siti sulle Alpi o in altre regioni, che possiamo solo invidiare, ma siamo nel miglior sito osservativo della Campania, e questo era il nostro obiettivo.
 

SQM

Alla fine siamo saliti in cinque. Due fuoristrada, un monovolume e due auto “normali”.
L’appuntamento era alle 17:00 a Sanza, ma per una serie di motivi e di ritardi siamo saliti tardi, abbiamo imboccato la salita alle 19:00 circa e dopo un’ora, come previsto, eravamo in cima.
Con i fuoristrada si poteva fare anche in 30-40 min, ma va benissimo così.
Ci siamo messi nello spiazzo grande, al di sotto della zona del santuario, visibilità del cielo buona su quasi tutti i lati, perdevamo solo uno-due gradi circa verso sud, mentre verso nord eravamo ostruiti dalla montagna e dagli alberi per circa 25 gradi.

Panorama del sito osservativo

Dopo poco che avevamo cominciato a montare vediamo un tizio che scende lungo il sentiero che viene dal santuario e, sorpresa, è un astrofilo
Allora non siamo gli unici pazzi, anzi.
Aveva affittato la baita in cima, subito prima del santuario, e stava lì da qualche giorno, con moglie e figlio piccolo, e bestione montato sul terrazzo (il concetto di “moglie fantastica”, alla Peter, per intenderci, va ampliato e integrato, pensate che sulla baita non c’è nè acqua nè luce).

La postazione sul suo terrazzo è ottima ma non c’è spazio per tutti e quindi torniamo giù a montare i nostri telescopi sullo spiazzo.

Foto di gruppo

Voglio solo dirvi questo, l’orizzonte sud è il migliore osservato finora.
Lo scorpione era tutto fuori, e si vedevano distintamente le stelline al di sotto dell’ansa più bassa, per intenderci la zona di NGC6250.
A differenza del Terminio, dove il sud è inquinatissimo dalle luci delle città, e di Petina, dove in parte è anche ostruito dagli alberi, oltre a non essere così buio, qui invece era ottimo.
Il lato peggiore era N – NE, dove l’effetto delle luci invece era evidente.

Foto sito

Un’altra cosa fondamentale: l’umidità
Siamo abituati ad andare in trasferta con maschera e pinne
Sul Cervati non solo l’umidità era bassa, ma avevamo tutti le labbra e la gola secca, io ho bevuto acqua in continuazione ed avevo la pelle delle mani che “tirava”. Forse è normale, ma noi non siamo abituati
Questa volta l’asciugacapelli a batterie l’ho lasciato in macchina.

Misurazioni SQM
L’SQM è il modello SQM-L della Unihedron
Orari (LT) e misure:
1. Ore 21.50 SQM 21.26
2. Ore 22.11 SQM 21.38
3. Ore 22.33 SQM 21.40
4. Ore 23.40 SQM 21.39
5. Ore 00.08 SQM 21.33

Vista Google Earth


Segue report oggetti:

Report sintetico o quasi della nottata, dedicata soprattutto alle nebulose, planetarie e non.
Partenza con Saturno, per controllare collimazione e seeing (che non era un gran chè) e poi subito sull’orsa maggiore, prima che scendesse troppo: galassia M51 e compagna, con le spirali della principale evidenti ed il collegamento tra le due ben visibile, con una piccola interruzione a centro, e poi la girandola, M101, che riempiva tutto il campo del 10 mm con i suoi bracci.
Prima planetaria la Owl – gufo, M97, grande e visibile anche senza OIII.
Ne ho viste altre nove di planetarie:
M57, Ring Nebula, ovviamente, senza riuscire, come le altre volte, a vedere la stellina centrale.
NGC6302, Bug nebula, oculare da 10 mm e filtro OIII, non sono riuscito ad apprezzare tutta la larghezza delle ali, come si vede invece nelle foto, ma solo la parte centrale più densa delle stesse, con una delle due più lunga dell’altra.
Ho avuto la sensazione di vedere una o due stelline al centro, ma non le ritrovo su varie foto che ho visto.
NGC6445, Little Gem, nel sagittario. Non ho apprezzato particolari, solo una forma un pò ovale.
M27, Dumbell, quest’anno non l’avevo ancora vista, netta la forma della clessidra e l’anello che la circonda, con sbuffi sui due lati.
NGC7008, Fetus, l’ho osservata senza leggerne il nome, e quindi, pur avendo annotato la diversa densità di alcune zone, non ne ho riconosciuto la forma, di un feto, appunto. Molto evidente la stellina centrale ed un’altra vicina, mentre subito fuori della nebulosa c’è un’altra coppia di stelle molto vicine, che costituiscono la doppia HJ 1606 AB.
NGC40, Bow tie, non ne ho riconosciuto la forma di cravatta o meglio di cravattino, mi appariva praticamente rotonda, con la stella centrale molto evidente, visibile anche con l’OIII.
NGC6762, Blue snowball, facile facile, visibile anche con il 31 mm senza OIII, rotonda e di colore blu.
NGC6905, Blue Flash, tenue ma visibile quasi in mezzo ad un quadrilatero di 4 stelline. L’effetto particolare, forse proprio per la presenza delle stelle, è che in visione diretta sembrava sparire per poi riapparire subito molto evidente in distolta. La propongo come esercizio per la visione distolta
NGC7354, Woman’s Eye, nel Cefeo, tonda con la stellina centrale appena visibile in distolta. Come la volta precedente che l’ho osservata, non mi ha entusiasmato.
Passando alle nebulose ad emissione ed affini:
NGC6334, Zampa di gatto, è molto estesa e debole, difficile da vedere. Ho utilizzato il 31 mm ed il filtro OIII e si percepisce solo dopo un pò di tempo.
M17, Omega nebula, tra le protagoniste della serata. Visibile netta senza il filtro OIII, con questo rivela però evidente tutta una parte oltre la coda del cigno, molto grande e ricca.
Particolarmente belle le striature sul petto del cigno ed i dettagli tra collo e becco.
M16, Eagle, con l’oculare ES da 100° (del Conte) riempiva tutto il campo, con la forma dell’aquila facilmente riconoscibile.
M8, Lagoon, carina con l’ammasso NGC6530 di fianco.
M20, Trifida, con i tre lobi ben staccati e due stelle molto luminose all’interno.
NGC7635, Bubble, da vedere in distolta, visibile come una tenue nuvoletta con una zona più spessa su di un bordo.
NGC281, Pacman, grande, oculare da 31, la “bocca” si vede, ma a me non sembra assomigliare a pacman.
A questo punto due protagoniste della serata:
NGC6888, Crescent, grande e bella, ricca di dettagli, l’ho osservata praticamente allo zenith.
Ricordo che a Petina l’avevo vista con un pò di fatica con il 12″ e Gianluca Ciracì mi aveva spiegato che era piuttosto debole, ci voleva un 16″ per vederla bene. Beh sul Cervati siamo riusciti a “intravederla” nell’8″ di Marco Fiorenza
NGC6960 & Co, Velo, e qui mi sono lasciato andare. Ho sganciato i due motori e me la sono girata tutta, con calma, avanti e indietro, come si può fare solo con un dobson a mano. Uno spettacolo.
Netta la differenza che fa il cielo buio sulle zone centrali, più deboli rispetto alla Network ed alla Filamentary.
Mi è rimasto qualche dubbio sulla zona della 6970 e le piccole parti vicine segnate come F e G, che non sono riuscito ad identificare una per una.
Ultima nebulosa, giusto per tentare qualcosa di difficile, è stata la Pelican, IC5070, molto estesa e tenue, visibile appena con il filtro OIII, ma più per la mancanza di stelle che per la luminosità propria. Non è oggetto da visualista.

A condimento della scorpacciata di nebulose, qualche globulare, M13, M22 ed M15, senza eccedere, poichè i globulari vanno bene per i cieli meno scuri, qualche altra galassia, NGC 7331 quasi di taglio, e NGC6946, spirale di faccia ma della quale non sono riuscito a vedere i bracci, e per finire un giro su M31, M32 e M110.
Quasi all’alba, con il cielo ormai chiaro, il primo Giove di quest’anno, già con qualche dettaglio visibile sulle bande e poi, ad occhio nudo, il suggestivo allineamento Venere, Giove, Pleiadi.

Alfonso Noschese

Link breve a questa pagina: http://acgo.it/6y 




Articoli (forse) correlati:

Lascia un Commento