PRIMO GAMMA RAY BURST DEL 2022 GRB 220101A – Osservatorio Astronomico S.Di Giacomo

Quale migliore augurio di inizio anno il nuovo risultato scientifico ottenuto dal team di ricerca di Astrocampania con la strumentazione dell’Osservatorio Astronomico di Agerola.
Il nostro indomabile Alfonso Noschese su segnalazione di Luca Izzo, ha ottenuto con il telescopio principale dell’osservatorio una immagine del primo GRB del 2022 denominato 220101A.

Altri osservatori dalla Cina e dalla Danimarca riportano per questo oggetto un redshift di 4.618, ovvero una distanza di 12,4 miliardi di anni luce  e l’universo era ancora giovane avendo “solo” 1,3 miliardi di anni “neonato” e il nostro sistema solare non si era ancora formato  (calcolo effettuato assumendo una cosmologia standard con H0 = 69.6 )

Le esplosioni di raggi gamma (Gamma Ray Burst – GRB) sono le più potenti esplosioni dell’Universo, se si esclude il Big Bang. I GRB si verificano mediamente una volta al giorno e sono brevi, ma molto intensi; sono isotropi, vengono cioè da tutte le diverse direzioni del cielo e durano da qualche frazione di secondo, i più brevi, ad alcune centinaia di secondi, i più lunghi

due immagini ottenute in banda R e banda I

Magnitudini del lampo gamma rilevate :

The results for the R-band image are:
R = 19.119 +/- 0.179 mag (JD: 2459581.309)

The results for the I-band image are:
I = 18.035 +/- 0.099 mag (JD: 2459581.317)

come si vede anche dalle immagini, la banda R ha un SNR molto basso, che si riflette nell’incertezza di ~ 0.2 mag (SNR ~ 5)

 

Riportiamo la citazione della osservazione effettuata da AstroCampania e pubblicata sui canali Media INAF:

https://www.media.inaf.it/2022/01/03/agile-asiago-grb-220101a/

 

Riportiamo la Circolare ufficiale pubblicata sul sito della NASA ( GCN Circular ) dove vengono pubblicate le scoperte dei GRB ed altri fenomeni Transitori  e relativi Follow-up effettuati dagli osservatori terrestri

https://gcn.gsfc.nasa.gov/gcn/gcn3/31366.gcn3

TITLE:   GCN CIRCULAR
NUMBER:  31366
SUBJECT: GRB 220101A: OASDG optical observations
DATE:    22/01/02 11:29:48 GMT
FROM:    Luca Izzo at DARK/NBI  <luca.izzo@gmail.com>

A. Noschese, L. D’Avino (OASDG), A. Di Dato (INAF/Naples & OASDG), L. Izzo (DARK/NBI) report:

We observed the field of GRB 220101A (Tohuvavohu et al., GCN #31347; Arimoto et al., GCN #31350; Ursi et al., GCN #31354) with the 0.5m telescope of the Osservatorio Astronomico S. Di Giacomo located in Agerola, Italy ( https://osservatorio.astrocampania.it/ ). We obtained three sets of 7x180s images in the Rc filter and two sets of 7x180s images in the Ic filter under moderate weather conditions (average humidity ~87%). The afterglow is clearly detected in the stacked Ic images, being quite fainter in the Rc stacked images, at the position reported by Swift-UVOT (Kuin & Tohuvavohu, GCN #31351) and by optical telescopes (Fu et al., GCN #31353; Hentunen et al., GCN #31356; Perley et al., GCN #31357; de Ugarte Postigo et al., GCN #31358; Fynbo et al., GCN #31359; Vinko et al., GCN #31361; Tomasella et al., GCN #31363; Mao et al., GCN #31364). We report the following preliminary magnitudes (AB)

Filter   Tmid-T0(days)   Mag.      Delta Mag.
Rc       0.568                 19.10     0.09  
Ic        0.586                 18.13     0.07
Rc       0.604                 19.40     0.20
Ic        0.620                 18.16     0.09
Rc       0.638                 19.09     0.17

The calibration was performed using nearby stars in the Pan-STARRS PS1 catalog, using transformation equations to Rc and Ic magnitudes.

We want to mention that these observations were done exactly one year after the damage caused to the OASDG instrumentation by a lightning storm. The detection of a GRB at z=4.618 (Fu et al., GCN #31353; Fynbo et al., GCN #31359) during one of the first observing nights following last year's disaster represents a big result for our group.

Pagina principale della rete osservativa: https://gcn.gsfc.nasa.gov/gcn/

The physical GCN network ( Credit NASA https://gcn.gsfc.nasa.gov/gcn/ )

 

La strumentazione dell’osservatorio è ancora in fase di test dopo il disastroso fulmine di gennaio 2021 che ci ha tenuto fermi per quasi un anno, e i risultati ottenuti provano che Il team composto da Alfonso, Luca D’Avino e Andrea Di Dato  è riuscito nell’impresa di ripristinare le funzionalità della strumentazione.

 

Editing di Antonio Catapano