Il Solstizio invernale

stonhenge
di  Raffaele D’Arco (C.A.I.  Stabia)
Stiamo arrivando a Natale… Il Solstizio invernale è alle porte…
Santa Lucia  è appena passata e l’inverno comincia ad arrivare… per cui:
 
Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia!
Ma è proprio vero?
Contrariamente a quanto si pensi non è Santa Lucia (il 13 dicembre) il giorno più corto dell’anno, ma, il 21 o 22, quando si verifica il solstizio invernale.

Eppure i detti popolari non sbagliano mai!

E neanche stavolta hanno tutti i torti… perché, in effetti un po’ di verità nel proverbio c’è! Una volta, diversi secoli fa, era così!

Ma non è che una strana e disastrosa congiunzione planetaria abbia sovvertito l’asse terrestre e cambiato il corso delle stagioni!

La colpa è nostra! Abbiamo semplicemente cambiato il calendario!

 
Il detto “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia” risale a quando, prima del 1582, la sfasatura fra calendario civile e calendario solare era tanto grande che il solstizio cadeva proprio fra il 12 e il 13 dicembre, rendendolo, quindi, veramente il giorno più corto dell’anno.

Infatti il calendario Giuliano risalente all’epoca dei romani, con tutte le sue approssimazioni aveva portato nei secoli ad uno sfasamento eccessivo tra il calendario e la realtà astronomica.

Nel 1582 Papa Gregorio XIII riformò il calendario alla luce di più moderne ed accurate accurate osservazioni astronomiche e fu deciso d’imperio che si passasse al nuovo calendario, detto appunto Gregoriano, abolendo i 10 giorni di ritardo che esistevano, passando direttamente dal 4 Ottobre al 15 Ottobre, togliendo cioè i 10 giorni di sfasatura accumulati negli oltre 10 secoli precedenti.

Dal che nasce la classica domanda trabocchetto agli esami di storia: “Cosa successe a Roma il 10 ottobre 1582?

Nulla! Perché questo giorno non è mai esistito!

Il solstizio passò, così, al 21-22 dicembre (quest’anno, il momento esatto del Solstizio d’inverno cade nella data del 21 dicembre, alle ore 23.03 UTC (ore 00.03 del 22 Dicembre in Italia)), ma la festa della Santa rimase sempre al 13 pur non rappresentando più il giorno più corto dell’anno!

E’ da notare che il Calendario Gregoriano non fu subito accettato da tutti i popoli (l’Italia, per il passato, anche se sotto la forma del Papato o del nostro Regno Borbonico è stata sempre all’avanguardia!). Nei paesi nordici, invece, che l’adottarono circa duecento anni più tardi, il solstizio continuò a cadere il 13 dicembre.

Comunque, dalle parti nostre, anche se il calendario non aveva più “rispetto” per Santa Lucia” sono rimasti i proverbi che menzionano un “falso” aumento della durata del giorno dal 13 dicembre in poi:

A Santa Lucia ‘nu passe ‘e gallina

che poi continua con

E a Sant’Aniello ‘nu passe ’e pecurielle!

per ricordare che a Santa Lucia (13 dicembre) la giornata si allunga un pochino, di un piccolo passo di gallina, ma che il giorno dopo, il 14 dicembre (Sant’Aniello), già si allunga di un più grande passo di agnellino (pecuriello)!

I detti antichi non sbagliano mai!

Per rimanere in tema, ricordateVi che dalle nostre parti (Napoli), qualora a Sant’Aniello (14 dicembre) la Vostra compagna fosse incinta non si deve assolutamente svolgere alcuna attività lavorativa in questa giornata, altrimenti il nascituro avrà i più gravi ed inimmaginabili difetti fisici collegati con la Vostra attività e gestualità.

In particolare, recita ancor meglio un altro proverbio:

A Sant’Aniello nun tucca’ ne forbice ‘e ne curtiello

altrimenti il nascituro potrà avere mutilazioni agli arti con i suddetti, taglienti, attrezzi!

Oppure, assolutamente non si devono arrotolare gomitoli di lana o altro, altrimenti la creatura verrebbe al mondo con il cordone ombelicale attorno al collo…….

Lucia ( da Lùcia, femminile di Lùcius, la cui radice è lux lucis, luce) in origine significava “nata nelle prime ore del mattino”. In tardo greco (la lingua parlata nella Sicilia orientale) divenne Lukìa e in ambiente cristiano venne a significare luce spirituale, ma anche luce fisica perché, appunto, con il 13 dicembre (dei secoli scorsi) i giorni si cominciano ad allungare dando spazio alla luce. Il Martirologio Geronimiano riporta la data della morte di Santa Lucia proprio il 13 dicembre.

Privo di ogni fondamento, ed assente nelle molteplici narrazioni e tradizioni, almeno fino al secolo XV, è l’episodio popolare di Lucia che si strappa gli occhi. La raffigurazione classica della Santa prevede la figura della stessa (con gli occhi al loro posto sul viso) insieme agli occhi posti su una coppa o su di un piatto ed è da ricollegarsi, semplicemente, con la devozione popolare che l’ha sempre invocata come protettrice della vista a motivo del suo nome Lucia (da Lux, luce).

Torniamo al Solstizio…….

Allora… Tra qualche giorno è il 21 Dicembre…….  il Solstizio d’inverno!
Questa è la notte più lunga dell’anno! Fra qualche giorno, finalmente, le giornate si allungheranno e ci avvieremo verso la “bella” stagione!
Nel Solstizio il piano dell’equatore celeste e dell’eclittica (il percorso apparente del Sole in cielo) saranno alla massima distanza.
Nel nostro emisfero questo corrisponde alla minima altezza annuale del Sole sull’orizzonte. Poi, con calma, ci avvieremo verso l’equinozio di primavera (uguale durata di giorno e notte) che è atteso, in Italia, per il 20 marzo 2015 alle ore 22.45 UTC (Tempo Universale Coordinato, sarebbe l’ora di  Greenwich).
 
 
 
Il solstizio in astronomia è definito come il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione massima o minima.
Il fenomeno è dovuto alla inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica; il valore di declinazione raggiunta coincide con l’angolo di inclinazione terrestre e varia con un periodo di 41 000 anni tra 22,1° e 24,5°. Attualmente è di 23°27′ e l’angolo è in diminuzione )
 
 Come già abbiamo avuto modo di ricordare, il termine solstizio deriva dal latino “SOL STAT”, “il sole si ferma”. In queste giornate, infatti, il sole, arrivando alla sua massima altezza, sembra fermarsi e indugiare più a lungo in cielo prima di riprendere il suo lento cammino all’inverso.
 
Il Sole e il suo simbolo, il fuoco, sono al centro di tutte le religioni e di tutte le civiltà, rappresentando le divinità positive da contrapporre a quelle negative delle tenebre. In ogni epoca, cultura, religione i solstizi, d’inverno o d’estate, sono ricchi di festeggiamenti e celebrati con falò, rituali magici e religiosi.
Il culto del “Sol Invictus” e del successivo Natale si intrecciano. Letteralmente Natale significa “nascita”. La festività del “Dies Natalis Solis Invicti” (“Giorno di nascita del Sole Invitto”) veniva celebrata nel momento dell’anno in cui la durata del giorno iniziava ad aumentare dopo il solstizio d’inverno: la “rinascita” del sole.

Infatti nell’emisfero nord della Terra tra il 21 e il 24 dicembre il Sole sembra fermarsi in cielo (fenomeno tanto più evidente quanto più ci si avvicina all’equatore).

In termini astronomici, in questo periodo il sole inverte il proprio moto nel senso della “declinazione”, cioè raggiunge il punto di massima distanza dal piano equatoriale. Il buio della notte raggiunge la massima estensione e la luce del giorno la minima. Si verificano, cioè, la notte più lunga e il giorno più corto dell’anno. Subito dopo il solstizio, la luce del giorno torna gradatamente ad aumentare e il buio della notte a ridursi fino al solstizio d’estate, in giugno, quando avremo il giorno più lungo dell’anno e la notte più corta. Il giorno del solstizio cade generalmente il 21, ma per l’inversione apparente del moto solare diventa apprezzabile il terzo-quarto giorno successivo.

Il Sole, quindi, nel solstizio d’inverno giunge nella sua fase più debole in quanto a luce e calore e pare precipitare nell’oscurità, ma poi ritorna vitale e “invincibile” sulle stesse tenebre. E proprio il 25 dicembre sembra rinascere, ha cioè un nuovo “Natale“.

Questa interpretazione “astronomica” può spiegare perché il 25 dicembre sia una data celebrativa presente in culture e paesi così distanti tra loro. Tutto parte da una osservazione attenta del comportamento dei pianeti e del sole, e gli antichi, per quanto possa apparire sorprendente, conoscevano bene gli strumenti che permettevano loro di osservare e descrivere movimenti e comportamenti degli astri.

Il Sole è stato sempre presente in tutte le culture, anche preistoriche, come il Salvatore, come l’origine di tutto. D’altronde, è stato subito evidente come tutto dipendesse da lui. Ogni giorno, sorgendo, porta la vita, il calore, la sicurezza. Senza di esso il grano non crescerebbe e l’Uomo non sopravviverebbe. E’ chiaro che fosse subito riconosciuto come il Dio per eccellenza, da cui tutto dipende. Il culto del Sole che vince, che rinasce è stato fondamentale da sempre, anche se antropomorfizzato.

Infatti il 25 dicembre si festeggia colui che nacque da una Vergine. La sua nascita fu accompagnata da una stella che veniva dall’est e che fu seguita da tre Re che portarono doni al neonato. A dodici anni fu un valente insegnante ed a 30 anni fu battezzato cominciando poi il suo ministero accompagnato da 12 apostoli eseguendo, insieme a loro, vari miracoli e guarigioni, camminando anche sulle acque. Gli venivano associati vari nomi simbolici come “La verità”, “La Luce”, “Il figlio eletto di Dio”, “Il Buon Pastore” , “L’Agnello di Dio” etc. etc. Dopo essere stato tradito fu crocifisso e dopo 3 giorni risorse.

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Come avrete capito parliamo dell’egiziano Dio Horus venerato sin dal 3000 AC…….

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No? Avevate pensato all’altro nato il 25 dicembre da una vergine e che fu poi crocifisso, sepolto in una tomba e poi risorto dopo 3 giorni, il Dio Attis della Frigia del 1200 AC?

Neanche questo? Ma allora avevate pensato all’altro Dio nato, sempre da una vergine, il 25 dicembre ed annunciato da una stella proveniente dall’est che pure ha prodotto molti miracoli insieme ai suoi discepoli e che fu crocifisso e che poi risorse dalla morte, il Dio Krishna dell’India del 900 AC?

Neanche questo? Allora avevate pensato a quell’altro che pure nacque da una vergine il 25 dicembre e che fu un insegnante viaggiatore e che compì vari miracoli, come trasformare acqua in vino  e che veniva chiamato “Re dei Re” , “l’Unigenito di Dio”, “L’Alfa e l’Omega” e che fu crocifisso e che poi risorse, Dioniso della Grecia del 200 AC?

Neanche? Allora ho capito! E’ proprio l’altro, quello nato, sempre il 25 dicembre da una vergine e che aveva anche lui 12 discepoli  e che compieva miracoli, morì e fu sepolto per tre giorni per poi risorgere. Anche lui veniva chiamato la “Luce”, “La Verità” e che aveva la domenica come giorno a lui dedicato, il Dio Mitra della Persia del 1200 AC molto in voga a Roma negli ultimi tempi imperiali e che, grazie a Costantino, fu spodestato in favore del Cristianesimo!

 La discussione sarebbe lunga e suggestiva, ma me ne astengo….

Tutti questi simbolismi: nascita, morte, 3 giorni, crocefissione, la vergine, i 12 apostoli etc. trovano validi riscontri nell’astronomia e nelle tradizioni e, se volete, potremo approfondirli successivamente. L’importante è capire come e perché tutti i popoli abbiano scelto questa figura di Dio Salvatore che nasce in questi giorni di transizione astronomica verso una nuova “vita” e percorso.

Mi perdoni Papa Francesco……. che merita tutta la nostra stima per tutto quanto, comunque, sta facendo!

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Alla prossima!
E guardate sempre in alto, in tutti i sensi!
 
 15/12/2014
dr Raffaele D’Arco (C.A.I.  sezione Stabia)



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