Tavoletta equatoriale

Fig. 2: La consolle di comando con la manopola di inseguimento, il timer contasecondi e le staffe per la regolazione dell'altezza a seconda della latitudine del luogo di osservazione.

Cari amici di Astrocampania,
mi chiamo Virgilio Barbarisi, socio del G.A.M. Gruppo Astrofili Montella, da molti anni appassionato di astronomia e qualche volta frequentatore di trasferte osservative da Voi organizzate in quel di Campolaspierto, su al Terminio.

Appena gli impegni lavorativi e le condizioni meteorologiche me lo consentono mi cimento nella fotografia astronomica cercando di immortalare le meraviglie del cielo.

A tal proposito, come ben tutti sappiamo e sperimentato a nostre spese, non sempre si ha la fortuna di godere di un cielo veramente buio e, se molti pensano di spostarsi in località prive di inquinamento luminoso, non sempre è agevole il trasporto di tutta la strumentazione necessaria; quando poi le condizioni climatiche sono quasi proibitive, diviene un sacrificio persino mettere in stazione lo strumento o montare in parallelo un teleobiettivo!

Fig. 1: Visione generale della Tavoletta Equatoriale, si noti il poderoso tripode con le relative manopole di regolazione ed i piedini per le microcorrezioni.

Alcuni mesi addietro , intenzionato a trovare una soluzione valida, che mi garantisse di lavorare sotto un cielo adeguato, senza troppi sacrifici pratici di trasporto e soprattutto economici, ho effettuato una meticolosa ricerca nei numerosi siti presenti su Internet, con lo scopo di trovare le informazioni per l’autocostruzione di un semplice astroinseguitore di facile realizzazione.

Con mia estrema gioia, la ricerca è terminata allorquando in uno dei link dell’Home Page del C.AS.T. Circolo Astrofili Talmassons ( http://www.castfvg.it/ ), ho trovato il progettino della cosiddetta Tavoletta Equatoriale, della quale ho subito apprezzato la bontà tecnica e pratica, grazie alla facilità delle spiegazioni e dei grafici allegati per la realizzazione ( http://www.castfvg.it/notiziar/fotolupo.htm ); in seguito ho trovato altre informazioni costruttive, sul numero 116, gennaio 2002, della rubrica “Appunti di Astrofotografia” del mensile Nuovo Orione, precisando però che le stesse sono risultate alquanto carenti e poco dettagliate.

Fig. 2: La consolle di comando con la manopola di inseguimento, il timer contasecondi e le staffe per la regolazione dell'altezza a seconda della latitudine del luogo di osservazione.

Stampate le informazioni, mi sono subito messo in contatto con i miei amici del G.A.M., in particolare con Agostino Carbone, esperto conoscitore della lavorazione del legno nonché del bricolage in generale ed Agostino Iannaccone, ottico in quel di Montella. Attenendoci scrupolosamente alle indicazioni riportate, in poco più di un mese abbiamo finalmente realizzato, con una spesa veramente esigua, il nostro efficiente astroinseguitore fotografico di cui allego alcune foto.

Ci tengo a precisare che il progetto non è farina del nostro sacco ma, così come citato precedentemente, tutto il merito va al Circolo Astrofili Talmassons.

Tuttavia, così come si può facilmente evincere, a noi va il merito di aver apportato numerose modifiche sia nell’estetica che soprattutto nella meccanica con il vantaggio di aver reso l’astroinseguitore molto più pratico nell’utilizzo nonché preciso ed efficiente nell’inseguimento.

Le fasi costruttive sono state precedute da un’iniziale analisi, con successive e consequenziali valutazioni, effettuate direttamente sul campo con uno pseudo prototipo iniziale molto grezzo e spartano

Fig. 3: Il cercatore per lo stazionamento alla Polare; in secondo piano, la testa sferica snodabile (Manfrotto) per l'orientamento dell'obiettivo.

Grazie a quest’ultimo è stato possibile apportare le successive migliorie tenendo conto, volta per volta, dei limiti del progetto originario ed ovviamente ponendo rimedio con le nostre modifiche.

Così come tutti gli strumenti utilizzati per la fotografia astronomica, anche la Tavoletta Equatoriale deve essere opportunamente stazionata, anche se in modo molto più semplice ed immediato; a tale scopo abbiamo pensato di semplificare tale operazione, posizionando un cercatore del tipo 5 x 24 posto parallelamente alla cerniera diretta alla Polare; oltre che velocizzare lo stazionamento, l’utilizzo del mirino ne garantisce una maggiore precisione a garanzia, ovviamente, di una posa migliore.

Avendo ancora cura di tutelare lo stazionamento si è corredata, la base fissa della Tavoletta Equatoriale, con due livelle toriche, posizionate ortogonalmente tra esse.

La manopola utilizzata per l’avanzamento manuale della tavoletta mobile, per bilanciare la rotazione terrestre, è stata segnata con evidenti tacchette distanziate tra loro con un angolo pari a 60°,

Fig. 4: Il vassoio portaccessori, utile irrigidimento del treppiede. Il vassoio è stato ricavato da un unico elemento in legno, finemente lavorato a tornio!

in modo da effettuare una parziale rotazione ogni 10 secondi esatti e quindi avere una rotazione completa della vite ogni 60 secondi, tempo questo che garantisce un buon inseguimento, con stelle puntiformi, utilizzando obiettivi “normali” (50mm) e pose dell’ordine di 5÷6 minuti.

Volendo utilizzare piccoli teleobiettivi nell’ordine dei 100 ÷ 135 mm si è pensato di infittire la succitata divisione con tacchette intermedie distanziate ogni 30° in modo da effettuare la rotazione parziale della manopola, ogni 5 secondi esatti.

Foto 1: La costellazione di Orione - 19/03/2004 4 min di posa con ob. 50 mm a f/2.8 su diapositiva Kodak 200 ISO tirata a 400 Monte Terminio - località Campolaspierto Agostino Carbone & Agostino Iannaccone

Dopo varie prove effettuate sul campo, in seguito alle quali molte pose sono risultate inguardabili a causa del cattivo tempo di rotazione della manopola, abbiamo ritenuto opportuno corredare lo strumento di un semplice contasecondi in modo che non vi fossero quelle piccole discrepanze dovute al conteggio empirico effettuato a mente.

In commercio ve ne sono tanti e di varia natura, sia analogici che digitali; noi del G.A.M. utilizziamo un timer digitale con cui è possibile programmare a priori il tempo di posa per poi procedere a ritroso tipo conto alla rovescia.

Foto 2: Regione centrale della Via Lattea (Sagittario) - 21/06/2004 4 min di posa con ob. 50 mm a f/4 su diapositiva Fuji Sensia 400 ISO Montella (AV) - località bivio Chiavolella Agostino Carbone & Agostino Iannaccone

Essendo digitale, sul display, è molto semplice controllare lo scorrere dei secondi e quindi ruotare correttamente la manopola.

Durante le varie pose di prova eseguite con la tavoletta-prototipo, ci si è resi conto che era alquanto disagevole illuminare lo strumentino con una torcia a luce rossa in quanto, con questo tipo di strumento totalmente manuale, occorre che entrambi le mani siano libere per svolgere al meglio l’operazione di inseguimento. Si è pensato, quindi, di dotare tutte le parti importanti della Tavoletta con una serie di led ad alta luminosità, di colore ovviamente rosso. Questi svolgono egregiamente il loro compito sia per l’ovvietà di illuminare senza disturbo, sia perché con i relativi interruttori è possibile ogni volta spegnere quei led dei quali non si ha bisogno. A tale scopo sono state dotate di led, le due livelle toriche, il crocicchio del cercatore, il display del timer e la manopola per l’inseguimento con relativo nonio.

Foto 3: Le Pleiadi, le Iadi e la Cometa Machholz - 04/01/2005 5 min di posa con ob. 50 mm e filtro diffusore a f/4 su negativa Perutz 100 ISO tirata a 400 Foto eseguita dal centro urbano di Montoro Superiore (AV) - Virgilio Barbarisi

Così come evidenziato dalle informazioni costruttive, l’operazione più delicata è stata quella di distanziare, il più precisamente possibile, l’asse della vite/manopola con la cerniera diretta alla Polare. Questa distanza, di 183 mm per una vite da 5 mm, tiene conto delle caratteristiche geometriche (passo e diametro) della vite utilizzata; sinceramente non ci siamo informati qualora si volessero utilizzare barre filettate di diverso diametro.

Un discorso a parte va per quel che riguarda “l’impressionante” cavalletto in legno sul quale poggia la Tavoletta. Totalmente costruito da Agostino Carbone, non ha nulla da invidiare a molti blasonati suoi simili, anzi consentitemi di dire che, per alcune sue peculiari parti, è addirittura superiore rispetto a quelli a corredo di tanti strumenti amatoriali. La sua robustezza nonché la possibilità di effettuare correzioni sia grossolane che micrometriche delle tre gambe, ne consente tranquillamente l’utilizzo anche per ottiche da 8 ÷ 10 pollici.

Foto 4: Le Pleiadi e la Cometa Machholz - 04/01/2005 5 min di posa con teleob. 70÷210 a 120mm f/5.6 su negativa Perutz 100 ISO tirata a 400 Foto eseguita dal centro urbano di Montoro Superiore (AV) - Virgilio Barbarisi

Credo che sia una buona testimonianza, (che spero possa essere pubblicata, al sito di Astrocampania, nella speranza di poter aiutare molti amici astrofili) di come, con una modesta cifra e motivati da una grande passione e pazienza, tutti possano realizzare delle belle foto con la comodità di un piccolo strumento facilmente trasportabile ovunque e soprattutto senza spendere molto!

Allego alla presente alcune foto della Tavoletta nonché alcune foto con essa realizzate.

SERENI CIELI A TUTTI!

Virgilio Barbarisi
virbar@virgilio.it




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